Itinerari
Turistici

Alberobello, Locorotondo, Cisternino, Ostuni, Castel del Monte e i castelli federiciani, Matera con i suoi Sassi, Taranto e Metaponto con i musei e siti archeologici della Magna Grecia.

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Il soggiorno a Santarosa Relais ben si sposa con la ricchezza degli itinerari percorribili sul territorio, anche solo nel raggio di 1 ora: Alberobello (UNESCO), Locorotondo, Cisternino, Ostuni, Castel del Monte (UNESCO) e i castelli federiciani, Matera con i suoi Sassi (UNESCO), Taranto e Metaponto con i musei e siti archeologici della Magna Grecia.
A seconda della stagione gli itinerari possono essere arricchiti con gli eventi unici organizzati nel comprensorio della Murgia, tra cui: i Riti della Settimana Santa in molte cittadine, le feste patronali, le fiere, le sagre.

A Noci: Maggio d'autore, incontri letterari e presentazione di nuovi libri; festa del 3 maggio in onore di S. Maria della Croce, Notte di serenate il 23 giugno, Festa di San Giovanni il 24 giugno, eventi estivi, la Sagra del Fungo, Bacco nelle gnostre in novembre e Pettole nelle gnostre in dicembre.
Ovviamente, in estate si può scegliere di andare a mare. Sull'Adriatico o sullo Ionio a seconda del vento che spira, tanto la distanza è la stessa, bastano 30 minuti di auto e informarsi al ricevimento circa i lidi convenzionati.

Tutto l'anno si può andare in bicicletta per il dedalo di stradine che attraversa la meravigliosa campagna.
Per gli appassionati del golf, Noci dista 20 minuti dal Barialto Golf Club di Casamassima, 30 minuti dal San Domenico Golf Club di Savelletri di Fasano, 45 minuti dal Riva dei Tessali Golf Club di Ginosa, 60 minuti dal Metaponto Golf Club, 90 minuti da Acaya Golf Club di Acaya.
Per gli amanti del benessere e della talassoterapia, speciali convenzioni con Kalidria Thalasso SPA a Nova Yardinia a Castellaneta Marina (45 minuti di auto).

Alberobello


A 10 minuti di macchina
Alberobello sorge nell'area sud-orientale della provincia di Bari, nelle vicinanze di Castellana Grotte, Locorotondo e Putignano. La sua fondazione avvenne nel XV secolo per opera degli Acquaviva - D'Aragona, conti di Conversano, in una zona occupata da una foresta di querce. Caratteristici di Alberobello sono i trulli, abitazioni costruite con pietra a secco, base imbiancata con calce viva e tetto a forma di cono costituito da pietre a vista. Alberobello è l'unico centro a conservare il nucleo storico interamente composto da trulli. Internamente i trulli presentano un vano centrale a pianta quadrata, comunicante tramite arcate con gli altri vani della casa. Molti dei trulli nel centro storico sono visitabili.
Il trullo più alto del paese, chiamato Trullo Sovrano, è a due piani e ospita un museo. I tetti conici sono spesso abbelliti con iscrizioni decorative di varia forma tracciate con latte di calce, raffiguranti simboli zodiacali o religiosi. Nel 1996 la cittadina di Alberobello è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.

Da non perdere Particolarmente significativa è la chiesa di San Antonio, a forma di trullo, con un ingresso monumentale, l'aula principale a croce greca e le cappelle laterali con copertura a volte a vela.
La "casa d'amore", oggi prezioso punto d'informazione turistica, è il primo edificio nell'intera cittadina costruito con materiali leganti, quali calce e malta, come indicato dall'iscrizione del 1797 posta accanto alla porta d'entrata.
Merita sicuramente una visita la basilica minore dei Santi Medici, che ospita le immagini della Madonna di Loreto e dei santi patroni Cosma e Damiano, festeggiati il 27 e il 28 di settembre.
Da visitare Trulli – nucleo storico
Santuario dei Santi Medici

Castellana Grotte


A 20 minuti di macchina
Castellana sorge nell'entroterra della provincia barese, a 290 metri sul livello dal mare, sul margine di una conca carsica chiusa. Caratterizzata da un tipo di economia a carattere agricolo e industriale, deve la sua vocazione turistica alle grotte, complesso speleologico di fama internazionale a pochi passi dal centro abitato.
Le fonti storiche attestano la presenza del nucleo abitativo già nel X secolo, con la denominazione di Castellano, abbandonata per quella attuale a partire dal 1310.
Il casale fu donato dal conte normanno Goffredo al monastero benedettino di Conversano, sotto la cui giurisdizione civile ed ecclesiastica rimase fino al Quattrocento. Acquisita dagli Orsini, Castellana fu data in dote alla figlia di Giovanni Antonio Orsini, in occasione del suo matrimonio con un esponente dei conti Acquaviva, il cui dominio durò fino al 1806.
Nel XVI secolo la città incontrò un notevole sviluppo dovuto ad un consistente flusso di immigrazione. La trasformazione agraria avviata nel XVII secolo contribuì alla nascita di un ceto contadino e pose le basi per uno sviluppo economico fondato sullo sfruttamento della terra, con la coltivazione di vigne ed ulivi. Durante il secolo scorso, un ruolo importante nella vita economica e culturale di Castellana è stato rivestito dalla famiglia De Bellis, proprietaria di un'industria tessile e di una vinicola.

Da non perdere All'ingresso della città si trovano le grotte di Castellana, complesso speleologico scoperto ed esplorato per la prima volta nel 1938 da Franco Anelli. Le grotte sono un insieme di cavità e cunicoli che si diramano nel sottosuolo per oltre 2 Km, offrendo ai visitatori scenari unici. Nuovi percorsi, scoperti nel 1982 sono oggi destinati alla sola ricerca scientifica. Di grande interesse è la chiesa del convento dei frati francescani, in cui è custodita l'immagine della Madonna della Vetrana, protettrice della città per aver salvato la popolazione dalla peste nel 1691. Questo avvenimento è celebrato l'11 gennaio con la festa dei Falò, durante la quale si svolge una processione in cui l'icona è portata dal Convento alla Chiesa Madre. In località Serritella, si trova la caratteristica chiesa della Madonna della Grotta, esempio di architettura rupestre del XVII secolo.

Matera


A 40 minuti di macchina Matera, capoluogo di provincia e seconda città della Basilicata, è nota in tutto il mondo per gli storici rioni Sassi, insediamenti rupestri sviluppatisi a partire dall'Alto Medioevo lungo le ripidi pareti di tufo del torrente Gravina riconosciuti nel 1993 Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. E' inoltre stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni durante la seconda guerra mondiale, essendo stata la prima città del Mezzogiorno a insorgere in armi contro il nazifascismo.
Sin dall'origine dell'abitato di Matera, sparse nella Gravina e nella Murgia, si sono insediate nel territorio numerose comunità religiose, dai benedettini (sec.VIII) ai monaci basiliani perseguitati dai turchi (sec. XII-XV), mantenendo una costante presenza di centri ascetici, di luoghi di culto piccoli e grandi, direttamente scavati nella roccia e conservatisi nel corso del tempo. Furono i monaci benedettini e i monaci greci ad abitare le grotte, già utilizzate dall'uomo preistorico. Successivamente si sviluppò un abitato di contadini.
L'insediamento occupa due anfiteatri naturali, il Sasso Caveoso ed il Sasso Barisano, divisi da un sperone sul quale sorge la Cattedrale.
Da non perdere Scavati e costruiti a ridosso della Gravina di Matera, una profonda gola che divide il territorio in due, i Sassi di Matera, rioni che costituiscono la parte antica della città, si distendono in due vallette, che guardano ad est, leggermente sottoposte rispetto ai territori circostanti, separate tra loro dallo sperone roccioso della Civita.
Prima che le condizioni di eccessivo inurbamento costringessero, nel 1952, gli abitanti all'evacuazione, i Sassi rappresentavano un complesso esempio di integrazione fra l'uomo e la natura, con soluzioni tecniche ed urbanistiche innovative che oggi, dopo il recupero urbanistico, è possibile di nuovo ammirare nel loro splendore.

Visitando i Sassi ci si sorprenderà della quantità e ricchezza di chiese, palazzi, edifici scavati nella roccia e terrazze che fungono da tetti per gli edifici sottostanti.
Questa posizione invidiabile, ha reso di fatto la città invisibile agli occhi dei suoi nemici per millenni, permettendole di passare pressoché indenne attraverso secoli di storia. In effetti i Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione succedutesi nel tempo.
La Cattedrale, in stile romanico pugliese, fu costruita nel XIII secolo sullo sperone più alto della Civita che divide i due Sassi. Da visitare anche la chiesa di San Francesco d'Assisi: ricostruita quasi completamente nel 1670. Rilevanti sono la facciata esterna in stile tardo barocco.
Nella città e lungo le Gravine del Parco della Murgia Materana si contano circa 150 chiesette rupestri scavate nella roccia. Tra le più importanti chiese rupestri nei Sassi vi sono Santa Lucia alle Malve, complesso rupestre che anticamente ospitava una comunità monastica, il Convicinio di S. Antonio un comprensorio costituito da 4 cripte rupestri, Santa Maria di Idris sulla sommità dell'omonima rupe.
Il "Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano" ha oggi il compito di proteggere questo patrimonio culturale.
La città, con i suoi luoghi di interesse, le sue tradizioni popolari e diverse manifestazioni che si svolgono nel corso dell'anno, dispone di un'offerta culturale piuttosto ampia e variegata.
Da visitare Rioni Sassi

San Giovanni Rotondo


A 1,5 ore di macchina San Giovanni Rotondo si trova alle pendici del Monte Calvo, in una conca al centro del Gargano. Fu fondata dagli abitanti di Cistelpirgiano, e deve il suo nome ad un antico tempio di Giano a forma circolare sul quale fu in seguito costruita la chiesa dedicata a San Giovanni Battista dai Longobardi. Federico II fece costruire delle mura di cinta e 15 torri di difesa. Da non perdere Diversi i luoghi legati alla figura del Santo Padre Pio: la nuova chiesa di Renzo Piano, il convento e l'antica chiesa di S. Maria delle Grazie, la nuova chiesa d S. Maria delle Grazie, la Via Crucis monumentale di Francesco Messina, il monumento di San Pio dello scultore Pericle Fazzini e la Casa Sollievo della Sofferenza.
Nell'area occidentale del centro abitato di San Giovanni Rotondo, sono presenti due chiese dedicate a Santa Maria delle Grazie. Il piccolo complesso conventuale del 1540, annesso alla chiesetta più antica, è il luogo in cui Padre Pio visse dal 4 settembre 1916 fino al 23 settembre 1968, data della sua morte.
Nella chiesa più piccola, consacrata nel 1629, è conservata una bella icona della Madonna delle Grazie. A causa dell'incremento del numero di devoti che assistevano alle celebrazioni religiose, di lato alla chiesa più antica, ne è stata realizzata una più grande sempre dedicata a Santa Maria delle Grazie. Nella cripta costruita sotto l'intero complesso è conservata la tomba del frate di Pietralcina, santo dal 2002.

Per chi si reca in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo una tappa importante è costituita dalla visita alla cella di Padre Pio, nel Convento di Santa Maria della Grazie. Non solo per motivi devozionali, ma anche per ammirare il fantastico panorama, si consiglia di percorrere la scalinata monumentale della Via Crucis, realizzata da Francesco Messina.
Da non perdere inoltre la Torre cilindrica, una delle 15 torri, un tempo merlate, costruite da Federico II intorno la città, ora sede del museo delle arti popolari.
Da visitare Convento di Santa Maria delle Grazie
Anniversario della morte di Padre Pio
Ricorrenze molto sentite e vissute sono le celebrazioni religiose e le feste civili a San Giovanni Rotondo. Il 15 agosto, nel centro storico, ha luogo la festa della vestizione delle Madonne. La ricorrenza principale è celebrata i giorni 8, 9 e 10 settembre, ed è la festa della Madonna delle Grazie. Il rito prevede che il dipinto della Madonna, situato nella chiesetta minore del convento dei Cappuccini, venga trasferito nella Chiesa Matrice per i tre giorni della festa.

Martina Franca


A 30 minuti di macchina Martina Franca, in provincia di Taranto, si trova sulle colline orientali della Murgia a uguale distanza dallo Jonio e dall'Adriatico. I trulli della Valle d'Itria che le fanno da cornice furono costruiti nelle fasi di espansione contadina fuori dal centro abitato; sono esempi della tecnica costruttiva della pietra a secco, oggi perfettamente conservati. Tutt'intorno una fertile campagna dai colori brillanti incorniciata da splendidi muretti a secco usati ancora oggi dai contadini per delimitare le coltivazioni.
Le origini della città sono relativamente recenti. Il primo insediamento sulla collina risale infatti al X secolo. Al primo nucleo si aggiunsero poi pastori locali e nomadi. Probabilmente Martina Franca fu per due secoli un avamposto militare a protezione di Taranto, almeno sino al 1300 quando fu elevata a rango di comune da Filippo I d'Angiò, principe di Taranto. Fu lo stesso principe a cedere a Pietro del Tocco la città, comprendente un castello e il territorio agricolo circostante nonché alcune abitazioni rurali. Il nome della città venne scelto in onore di San Martino, che la avrebbe protetta più volte dalle aggressioni esterne, mentre l'aggettivo "Franca" deriva dal fatto che la città ai tempi di Filippo I d'Angiò offriva ai suoi abitanti franchigie sui pagamenti delle tasse.

Da non perdere Tra le feste tradizionali è imperdibile la festa patronale estiva di San Martino (prima settimana di luglio) durante la quale vengono portate in processione le statue in argento di San Martino e di Santa Comasia. La tradizione vuole che la statua di Santa Comasia debba sempre sfilare per prima, in caso contrario la statua di San Martino si appesantirà fino a divenire intrasportabile. Una citazione meritano anche due prodotti tipici della zona: il vino Martina franca DOC ed il capocollo, un salume proveniente da carne di maiali allevati nei boschi che circondano Martina Franca.
Da visitare Murge orientali
Bosco delle Pianelle
Palazzo dell'Università
Palazzo Ducale
Palazzo Marino Motolese

Noci


Noci si trova a metà strada tra Bari e Taranto, sul promontorio delle Murge, tra Putignano, Alberobello e Gioia del Colle, a 420 metri sul livello del mare. Inserita nel circuito denominato comprensorio dei trulli e delle grotte, deve il suo nome ai numerosissimi alberi di noci esistenti anticamente nella zona. Il patrimonio boschivo è indubbiamente uno degli elementi naturalistici più caratterizzanti del suo territorio. Il fragno (Quercus Troiana) ha rappresentato l'unica risorsa ambientale ed economica dei primi coloni.
Nel vasto agro di Noci sono presenti numerose masserie, impreziosite da vari elementi architettonici (copertura a pignon, a trulli, mista a pignon e trulli, a forma cubica). La maggior parte di queste sono state adibite ad aziende agricole e zootecniche. Dalla vocazione zootecnica trae impulso il comparto agro-alimentare. I caseifici producono la celebre mozzarella treccina e i salumifici confezionano la famosa coppa della Murgia. Sviluppato è il polo del cioccolato.
La documentazione sulle origini del centro abitato era custodita nell'archivio parrocchiale ed è andata distrutta nell'incendio del 1529. Gli studiosi fanno risalire le sue origini all'età medievale. Secondo una leggenda, Filippo d'Angiò fece edificare la prima chiesa in segno di riconoscenza, dopo essersi salvato da un uragano riparandosi sotto un albero di noci. Durante la dominazione degli Angioini diventò "Universitas Regia". Sotto il dominio del casato Acquaviva d'Aragona fu elevata a Ducato e seguì le vicissitudini del Regno di Napoli.

Da non perdere Nella Chiesa dei Cappuccini si trova una pregevole tela di Luca Giordano dedicata alla Madonna col Bambino. Poco distante dal centro urbano sorge la Chiesa di Santa Maria della Croce realizzata nel 1470 che ospita una caratteristica festa la notte del 31 maggio.
A pochi chilometri dal centro abitato si raggiunge la chiesa di S. Maria della Scala, con annesso convento benedettino. L'abbazia benedettina include un laboratorio di restauro del libro, nel quale furono recuperati molti volumi danneggiati durante l'alluvione fiorentina del 1966.
Da visitare Abbazia Madonna della Scala
Festa di S. Rocco
Bacco delle Gnostre

Putignano


A 5 minuti di macchina Putignano si estende su tre colli, a 375 metri sul livello del mare da cui dista 18 chilometri. La città è di origine peuceta e fin dal Medioevo risultava tra i domini papali. L'originario borgo di forma ellittica era delimitato da mura, ormai scomparse. La popolazione manifestò estrema devozione al pontefice, anche attraverso il rifiuto di accesso alla città opposto all'imperatore Federico II, di ritorno da una battuta di caccia, nonostante questi avesse fatto costruire un castello per i putignanesi. A seguito di questo increscioso evento, l'imperatore fece demolire l'edificio.
La città mostrò operosità durante il trascorrere dei secoli, nel settore agricolo, di produzione e commercializzazione dei prodotti e nell'artigianato di qualità. Alla fine dell'800 risale l'impianto delle prime industrie, che incontrarono un consistente sviluppo, fino a raggiungere l'attuale notorietà internazionale soprattutto grazie al settore di produzione degli abiti da sposa.
Il 26 Luglio 2000, il pianeta minore numero 7665, tra le orbite di Marte e Giove, è stato denominato Putignano, per iniziativa del direttore dell'osservatorio di Colleverde di Guidonia (Roma) che l'ha scoperto nel 1994, originario della città di Putignano.

Da non perdere Nella piazza principale di Putignano si trovano il Palazzo del Balì, originaria sede dei Cavalieri di Malta, adibita a museo civico ed il Sedile, di fronte al Palazzo, anticamente sede dell'Università. Di notevole pregio è la trecentesca chiesa di Santa Maria la Greca, con facciata barocca, dove la tradizione vuole siano state traslate le spoglie di Santo Stefano e l'icona della Madonna della Greca, per proteggerle dalle incursioni turche. Da visitare, anche se lontana dal centro abitato, è la chiesa di San Domenico, con annesso convento, facciata barocca e campanile romanico.
Altri luoghi interessanti da visitare sono la Grotta di Putignano, cavità carsica alta 20 metri.
Il Carnevale di Putignano fa parte della tradizione locale e risale al 1394 per celebrare la traslazione delle reliquie di Santo Stefano. Tra le manifestazioni principali si segnala la festa di Santo Stefano e la sfilata dei carri allegorici costruiti in cartapesta l'ultima domenica di carnevale, al termine di intere giornate di balli e motti che prendono di mira le diverse categorie sociali.
Da visitare Museo Civico - Putignano
Carnevale di Putignano
Convento di San Domenico
Festa di Santo Stefano e Festa della Propaggine
Masseria I Monti - Santa Maria di Barsento

Bari


A 40 minuti di macchina
Capoluogo di regione, si estende su di un territorio quasi interamente pianeggiante lungo la costa e solo per pochi tratti si inerpica sulla Murgia Barese. La forma della città ricorda un uccello dalle ali spiegate la cui testa è costituita dal nucleo di Bari Vecchia. Fu annessa all'impero Romano nel terzo secolo a.C. Nel corso del tempo fu emirato arabo e terreno di conquista per Longobardi, Bizantini e Saraceni. Sede della flotta dell'impero Romano d'Oriente, la città vecchia si è organizzata intorno alla corte del catapano. In seguito alla trafugazione delle spoglie di San Nicola e alla costruzione della Basilica dedicata al Santo, Bari divenne uno dei maggiori centri della cristianità, punto di partenza e di arrivo dei Crociati e ponte di comunicazione con l'Oriente.
Dopo la dominazione di normanni, angioini, aragonesi e spagnoli, l'evoluzione urbanistica della città ebbe inizio nel 1813 fuori dal centro storico con la costruzione del borgo nuovo.
Attualmente, grazie alla funzione strategica del porto, dell'aeroporto e dell'importante complesso della Fiera del Levante, Bari ha assunto un ruolo determinante nelle relazioni con i paesi affacciati sul Mediterraneo.

Da non perdere Strutture di pregio, più recenti rispetto ai numerosi monumenti del centro storico, sono il Teatro Petruzzelli, il Teatro Margherita (in fase di restauro), il Teatro Piccinni e Palazzo Fizzarotti. Numerose sono le chiese rupestri e gli ipogei scavati nella roccia. Tra questi: la chiesa rupestre di S. Candida, il tempio di S. Giorgio, l'ipogeo di Madia Diana e l'ipogeo "ebraico". Tra i musei da visitare: il museo Archeologico, la Pinacoteca provinciale, il museo Storico Civico, l'Orto Botanico.
Tra gli eventi più importanti si ricordano i festeggiamenti di San Nicola, santo patrono della città, il 6 dicembre e dal 7 al 9 maggio, con Corteo Storico della Caravella, e le mostre organizzate alla Fiera del Levante, struttura degli anni Trenta.
Da visitare Basilica di San Nicola
Castello Normanno Svevo di Bari
Cattedrale di San Sabino
Festa patronale di San Nicola
Gipsoteca del Castello Normanno
Museo della Basilica di San Nicola
Pinacoteca Provinciale
Teatro Petruzzelli
Teatro Piccinni
Chiesa di San Domenico

Barletta


A 1 ora di macchina
Barletta sorge a nord di Bari, di fronte al promontorio del Gargano, all'imboccatura del golfo di Manfredonia. Entro il 2008, con Andria e Trani farà parte della nuova provincia di BAT.
Fondata in epoca pre-cristiana, la prima espansione di Barletta si ebbe nel VI secolo d.C., quando accolse gli abitanti di Canosa sfuggiti alla distruzione della propria città da parte dei longobardi. Durante la dominazione normanna Barletta divenne una tappa importante per i Crociati e per i traffici commerciali con la Terra Santa. Il momento di maggior splendore della città, testimoniato dalla costituzione di una potente flotta mercantile, si ebbe sotto la dominazione Angioina. Ai primi del '500, durante la guerra tra spagnoli e francesi, risale l'episodio della "Disfida di Barletta", per cui la cittadina è famosa nel mondo.
Da non perdere Il mare è una delle attrattive della città, con un lungo litorale di sabbia finissima, attrezzato con lidi e alberghi, particolarmente adatto ad ospitare famiglie e bambini. Sicuramente da visitare sono il museo civico e la pinacoteca, all'interno del Castello Svevo, edificato per volere di Federico II su una preesistente rocca normanna. Meritano inoltre attenzione la grande statua bronzea del colosso Eraclio e la vicina Basilica del S. Sepolcro, risalente al XII secolo e caratterizzata da interessanti influssi orientali.

Di notevole valore storico sono il Palazzo della Marra, bellissima struttura cinquecentesca sede della Pinacoteca De Nittis, e, a pochi chilometri dalla città, il sito archeologico di Canne della Battaglia, luogo dell'epico scontro tra l'esercito romano e le truppe di Annibale nel 216 a.C.
Tra le manifestazioni è imperdibile la rievocazione storica della "Disfida di Barletta" del 13 febbraio 1503, in cui 13 cavalieri italiani guidati da Ettore Fieramosca sfidarono a duello 13 cavalieri Francesi guidati da Guy de La Motte. Ogni anno, l'ultima domenica di luglio, migliaia di turisti seguono la rievocazione storica del giuramento dei cavalieri, della consegna delle armi e del torneo che vide la vittoria italiana.
Da visitare Antiquarium
Teatro Curci
Castello Svevo di Barletta
Cattedrale di Santa Maria Maggiore
Disfida di Barletta
Festa della Madonna dello Sterpeto
Palazzo Bruotschy
Palazzo De Angelis
Palazzo dell'Arco
Palazzo Esperti

Polignano a Mare


A 30 minuti di macchina Polignano a Mare, città natale del noto cantante italiano Domenico Modugno, si trova a circa trenta chilometri dal capoluogo Pugliese. Data la posizione strategica del suo centro abitato a picco sul mare, è da sempre stato considerato una porta verso il Mediterraneo e l'Oriente. Esso rappresenta, infatti, un importante crocevia commerciale e un punto di incontro di diverse culture. Nelle strutture urbane sono presenti tracce delle presenze araba, bizantina, spagnola e normanna.
Polignano offre un mare cristallino dalle moltissime sfumature, dodici chilometri di litorale con numerose grotte scavate nelle rocce: per questi motivi è definita dai turisti la "Perla dell'Adriatico". Il paesaggio marino della cittadina è caratterizzato da insenature e da grotte raggiungibili in barca, spesso fuse con le cantine delle abitazioni sovrastanti. Di particolare interesse, scientifico oltre che turistico, sono i fondali dell'incontaminato mare che si estende di fronte alla cittadina, meta ambita da parte di sub e amanti delle immersioni.

Da non perdere La fertile campagna del comune è caratterizzata dalla presenza di lame, ricoperte dalla classica vegetazione mediterranea e dalla presenza di numerosi siti archeologici
Tra gli avvenimenti di particolare interesse si segnalano la festa della Madonna del Carmelo che ricorre dal 15 al 17 luglio, la festa dei Santi Cosma e Damiano il 13 di agosto e che vede la caratteristica processione dei devoti e la festa del Cristo del 17 settembre, durante la quale la Croce viene portata in processione tra le contrade. Da visitare Chiesa di Santa Maria Assunta
Festa del Patrono San Vito Martire
Grotta Palazzese

Trani


A 1 ora di macchina Il comune di Trani sorge a nord di Bari, in prossimità di Castel del Monte, e dal 2008 con Andria e Barletta costituirà una nuova provincia BAT. La leggenda attribuisce la sua fondazione a Tirreno, figlio di Diomede, ma le prime testimonianze storiche della città risalgono al terzo secolo d.C. La documentazione storica risale invece all'IX secolo, periodo di dominazione longobarda.
Trani conobbe una grande espansione commerciale sotto la dominazione degli aragonesi che ne risollevarono le sorti dopo il buio governo angioino. Fu sotto il dominio spagnolo che Trani divenne il più importante centro di tutto il sud Italia, tanto da assumere il titolo di capoluogo di questa regione, titolo che perse successivamente, nel periodo murattiano, a favore di Bari.
La struttura urbanistica di Trani si divide in tre parti: la zona antica suggestiva e caratterizzata dalla buona conservazione di strutture storiche, la zona ottocentesca con palazzi signorili e la zona moderna.

Da non perdere Tra i luoghi da visitare merita sicuramente un approfondimento il Castello Svevo. Fatto edificare da Federico II, sorge a breve distanza dalla Cattedrale, in riva al mare, posto strategicamente a vigilare e difendere il porto e il centro abitato. Il Castello presenta una pianta quadrangolare, un vasto cortile centrale e quattro torri angolari a base quadrata. Il porto e la darsena di Trani sono racchiusi tra il molo di Santa Lucia, banchinato e dotato di anelli di ormeggio, e il molo di Sant'Antonio. La particolare ubicazione, le barche ormeggiate e le luci di segnalazione, oltre alla bellezza del paesaggio circostante, fanno del porto una meta unica per rilassanti passeggiate.
Tra gli elementi maggiormente caratterizzanti l'area urbana di Trani si segnala la deliziosa Villa Comunale, situata su un ampio tratto delle antiche mura cittadine. Altro monumento tipico dell'architettura romanica è la chiesa Santa Maria di Colonna, costruita tra la fine dell'XI e gli inizi del XII secolo, da Goffredo di Siniscalco nelle vicinanze del centro della città.
Tra le manifestazioni principali si ricordano i festeggiamenti in onore di San Nicola, della durata di quattro giorni tra la fine di luglio e l'inizio di agosto. Da visitare Castello di Trani
Cattedrale di San Nicola Pellegrino
Museo Diocesano
Palazzo Rogadeo
Palazzo Torres

Andria


A 1 ora di macchina Andria si trova a dieci chilometri dal mare. Secondo alcuni storici fu fondata da Diomede, che ne tracciò i confini e la chiamò Andros. Secondo altri, invece, la sua fondazione risale all'opera di evangelizzazione nella regione da parte di Sant'Andrea e di San Pietro. In ogni caso, tutti concordano nell'individuare nella caduta dell'Impero romano d'Occidente un forte impulso all'urbanizzazione della città. Dal 1064 Pietro I Normanno raccolse gli abitanti istituendo una "civitas" fortificata con una cinta muraria e 12 torri di guardia. All'inizio del 1200 Andria divenne ghibellina, fedele a Federico II di Svevia. Nel 1350 e nel 1370 subì due assedi: il primo, particolarmente dannoso, ad opera dei mercenari tedeschi. Nel 1487 la città passò sotto il dominio degli Aragonesi, conoscendo un periodo denso di battaglie. Successivamente iniziò la lunga reggenza dei Carafa. Alla fine del 1700 Andria divenne città Regia e nel 1806 passò sotto il governo di Giuseppe Bonaparte ed in seguito di Murat. La città si distinse anche per la sua partecipazione all'impresa di Garibaldi, fornendo circa cento uomini all'esercito dei mille. Da non perdere Nelle vicinanze del centro urbano sorge quella che, sicuramente, è la principale attrazione del territorio: Castel del Monte. Considerato uno dei castelli più belli d'Europa, è stato inserito dall'Unesco nella lista dei siti dichiarati Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
Tra gli eventi da non perdere si segnalano la fiera d'aprile organizzata in memoria del rinvenimento delle spoglie del patrono San Riccardo in Inghilterra, e il Festival Internazionale "Castel dei mondi" che si svolge tra la fine di agosto e gli inizi di settembre. Imperdibile la produzione dolciaria di confetti, per cui Andria è famosa, che è possibile degustare nel Museo del Confetto.

Da visitare Castel del Monte
Cattedrale di Andria
Processione della Spina Santa
Museo del Confetto
Santuario della Madonna dei Miracoli Castel del Monte Non si può trascurare la visita a questo castello voluto e commissionato dall'imperatore Federico II e presumibilmente completato intorno al 1240. Per la sua forma e la sua funzione Castel del Monte si differenzia in modo significativo dagli altri castelli che si possono visitare in Puglia. La forma dell'ottagono sul quale è strutturato l'intero edificio, da un lato rappresenta uno schema architettonico rigoroso e dall'altro richiama aspetti (probabilmente) simbolici, che rendono la visita ancor più interessante. Non è da escludere, inoltre, che la costruzione del castello, i cui lavori di progettazione sono stati direttamente seguiti dall'imperatore, sia stata ispirata da altre costruzioni che lo stesso Federico II aveva visto durante la sesta crociata.
Federico II è uno dei principali protagonisti della storia medievale pugliese, avendo commissionato la costruzione di numerosi castelli che ancora oggi possono essere apprezzati dai turisti che visitano la Puglia. Federico II fu imperatore del Sacro Romano Impero dal 1211 fino al 1250, anno della sua morte. Per la sua curiosità nei confronti delle arti e delle scienze fu definito Stupor mundi, ovvero meraviglia del mondo. Partecipò alle crociate, fu scomunicato da Papa Gregorio IX e fu artefice di una fervida attività legislativa che portò avanti con l'ausilio di importanti giuristi del tempo, come Pier delle Vigne.
La leggenda vuole che sia stato lo stesso Federico II di Svevia a seguirne la progettazione e che il principale utilizzo del castello fosse come osservatorio astronomico. Inoltre, il profilo del castello è stato coniato sulle monete italiane da un centesimo di euro.

Conversano


A 40 minuti di macchina Conversano si trova in provincia di Bari e dista dal Capoluogo circa trenta chilometri. La cittadina, un tempo chiamata Norba, affonda le sue origini nell'età del ferro quando fu abitata da Peuceti e Japigi.
Ricca di tracce archeologiche, la città entrò a far parte dell'Impero Romano, ne seguì l'evoluzione e il declino fino alla caduta e alle conseguenti invasioni barbariche.
Rinata per mano dei normanni, con il nuovo nome di Cupersanum, divenne importante cittadina al centro della contea che si estende da Brindisi, a Lecce, a Polignano. Nel 1422, dopo varie signorie, la contea passò agli Orsini e, successivamente, per circa 4 secoli, agli aragonesi. Tra gli esponenti più noti del casato, Girolamo II d'Aragona, noto come il Guercio di Puglia, è ricordato per aver regnato sulla contea per 40 anni, fino al 1645, imponendo vessazioni ed angherie di diversa natura, tra cui lo "jus primae noctis". Si ricorda un episodio di rivolta popolare nel 1886 quando il popolo, esasperato dai continui soprusi imposti dai signorotti locali, incendiò il Municipio.

Da non perdere Nei possibili percorsi da realizzare alla scoperta dei tesori di Conversano, sicuramente un posto di rilievo lo occupa il Castello Marchione, casa di caccia extraurbana degli Acquaviva di Aragona. Era utilizzato solo per attività venatorie, infatti era stato costruito a ridosso di un fitto bosco, di cui oggi rimane una sola quercia.
Sono, inoltre, da visitare i "Laghi": dieci depressioni carsiche ai piedi delle alture che circondano la città e che, a causa delle piogge, si trasformano in piccoli laghi con una ricca fauna di rettili e anfibi.
Conversano è sempre stata una città animata da un vivo fermento culturale, che si riflette nelle numerose iniziative, sagre e feste che realizzate soprattutto durante i fine settimana.
La terza domenica di maggio si festeggia la Madonna della Fonte, patrona della città. I festeggiamenti prevedono riti religiosi, fuochi artificiali e attività culturali. Il 17 gennaio si festeggia Sant'Antonio Abate, con la benedizione degli animali, i festeggiamenti civili ed un gran falò. La prima domenica di ottobre si festeggiano Santa Rita ed i Santi Medici Cosma e Damiano. Oltre agli importanti riti religiosi, si realizza una caratteristica festa civile, particolarmente sentita dagli abitanti. Da visitare Castello di Conversano
Polo Museale della città di Conversano
Cattedrale di Conversano
Fiera di Pentecoste
Laghi Di Conversano e Gravina Monsignore

Costiera Jonica e Murgia Tarantina


Nelle manifestazioni della civiltà rupestre e nella cultura greca si identificano le radici più antiche di Taranto e della sua provincia. Due civiltà che si svilupparono in modo mirabile in questa zona della Puglia meridionale, grazie alla conformazione del territorio che un tempo doveva essere ricco d'acqua e molto fertile, tanto da attirare l'interesse dei coloni greci che arrivarono nel 706 a.C. e fondarono Taranto. La presenza di corsi d'acqua, oggi sotterranei, è dimostrata anche dalle numerose grotte e insenature, prodotte dall'azione di erosione e diventate scenario ideale per lo sviluppo della civiltà rupestre, fenomeno presente un po' in tutta la regione, ma che nel tarantino raggiunse forme mirabili. Oggi la provincia ha un aspetto più aspro nella parte interna e fondali sabbiosi e mare cristallino nell'area del Golfo di Taranto. Delle antiche civiltà resta il fascino di scenari favolosi ancora visibili e inseriti nello spettacolo della natura.

Nelle Murge tarantine si possono visitare profonde gravine scavate da antichi corsi d'acqua e un gran numero di grotte di origine carsica che ospitarono, fin dalla preistoria, una solida civiltà rupestre. Spesso rifugio per pastori e contadini, in epoca medievale queste stesse cavità furono scelte come abitazione e luogo di preghiera dai monaci basiliani. Tracce e testimonianze di insediamenti rupestri, villaggi ipogei e pareti affrescate, si possono ammirare nei dintorni di Mottola e Massafra.

Taranto


A 45 minuti di macchina Capoluogo di provincia, Taranto si affaccia sull'omonimo Golfo, nel Mare Jonio. Viene chiamata la "città dei due mari" in quanto bagnata da due mari: il Mar Grande ed il Mar Piccolo. Per la sua posizione la città è stata da sempre considerata strategicamente importante dal punto di vista commerciale e militare ed i suoi porti hanno sempre ospitato navi della Marina Militare oltre che Mercantile.
Le origini della città risalgono al 706 a.C. quando, secondo lo storico Eusebio da Cesarea, in questa zona si trasferirono dei coloni provenienti da Sparta. La prima trasformazione della città avvenne tra il III e il I secolo a.C. con l'arrivo dei romani. La ricostruzione della storia civile e urbanistica delle città di Taranto è piuttosto difficile a causa della mancanza di tracce, reperti o notizie di determinati periodi storici, anche se di certo la città fu distrutta dai musulmani nel 927 e la sua ricostruzione voluta da Niceforo II Foca ebbe inizio nel 967. Nel periodo angioino, aragonese la città venne fortificata a causa del pericolo incombente rappresentato dai turchi. Poche invece le costruzioni religiose di questo periodo. Tutte le fortificazioni più imponenti della città vecchia furono distrutte per regio decreto dal re Vittorio Emanuele II di Savoia.
Nel 1882 si decise di costruire a Taranto l'Arsenale Marittimo Militare nella cala di Santa Lucia, nel Mar Piccolo.

Da non perdere Da non perdere nel periodo di Pasqua i riti della Settimana Santa, tra cui la famosa processione dei Misteri del Venerdì Santo in cui è possibile vedere sfilare i perdoni, fedeli incappucciati devoti alla confraternita del Carmine. Nella città vecchia numerosi gli edifici di interesse storico-artistico: il Tempio Dorico e la Cripta del Redentore; tra i palazzi nobiliari palazzo Pantaleo e palazzo d'Ayala Valva. Il romanico e il barocco sono ben riconoscibili nella facciata della cattedrale di San Cataldo, mentre la chiesa di San Domenico Maggiore è chiaramente costruita in stile gotico. Di particolare fascino l'ipogeo De Beaumont Bonelli Bellacicco, a 14 metri sotto il livello del mare, presenta testimonianze greche, bizantine e medievali ed è dotato di un accesso alla spiaggia del lungomare della città vecchia. Sempre nell'isola, da non perdere è il Museo etnografico Alfredo Majorano: al suo interno testimonianze della tradizione popolare tarantina legate al lavoro, ai riti, alla festa. A difesa dell'antica città dai turchi, il castello aragonese, del 1492.
La permanenza a Taranto dovrebbe includere anche una visita al Museo Archeologico Nazionale dove sono custoditi i famosi Ori di Taranto, testimonianza della lavorazione orafa della Magna Grecia del IV secolo a.C. Numerose inoltre le necropoli visitabili in città.
Da visitare Castello Aragonese di Taranto
Festa patronale di San Cataldo
Riti della Settimana Santa
Cattedrale di San Cataldo
Convento degli Alcantarini
Convento di Sant'Antonio
Ex Convento di San Domenico
Ex Convento di San Francesco
Museo Etnografico "Alfredo Majorano"
Palazzo De Beaumont e ipogeo Bellacicco

Gallipoli


A 1 ora di macchina Gallipoli si trova sulla costa occidentale della penisola salentina. Si divide in due parti: il borgo, o parte nuova della città ed il centro storico costruito su di un'isola di origine calcarea e collegata alla terraferma tramite un ponte ad archi.
Gallipoli fu in passato centro messapico dal nome di Anxa. In seguito occupato dai romani divenne uno scalo commerciale importantissimo nel commercio della porpora prodotta nella regione.
Rimase a lungo fedele alla cultura greca conservandone abitudini, riti e dialetto: il rito latino, già affermato in tutto il Salento fin dal medioevo sostituì il rito greco a Gallipoli solo nel XVI secolo.
Dopo la caduta dell'impero romano, la città fu saccheggiata dai Barbari, dai Vandali e anche dai Goti che vennero però sconfitti e scacciati dai bizantini. Ad essi seguirono le dominazioni sveva e angioina della quale si trova traccia nella ristrutturazione del vecchio castello bizantino trasformato in fortezza che sarà poi ulteriormente fortificata dagli spagnoli durante la loro dominazione. La parte antica dell'attuale Gallipoli, fortificata da mura, torri e bastioni fu oggetto di vari assedi dei quali si ricordano quello del 1484 ad opera dei veneziani e quello operato dai francesi nel 1528.

Da non perdere Da non perdere il centro storico arroccato sull'isola. La piccola isola ha una circonferenza di un chilometro e mezzo ed è caratterizzata da un insieme di vicoli e piccole strade che si incrociano tra di loro. Le mura, i bastioni e le torri, che un tempo proteggevano la città dagli invasori, oggi la riparano dalle mareggiate e le donano un fascino unico, che trasporta i visitatori in tempi lontani.
La cattedrale di Gallipoli, in stile barocco, presenta pitture e fregi interni di particolare interesse. Nelle vicinanze del ponte si può ammirare la fontana ellenistica, un tempo erroneamente datata come la fontana più antica d'Italia, ricca di bassorilievi ispirati alla mitologia greca. Di fronte alla fontana si può visitare il santuario della Madonna del Canneto con il suo interessante soffitto datato XVIII secolo.
Meta turistica anche per gli amanti del mare, la città è adatta a ricevere le famiglie grazie alle spiagge con sabbia fine come quella di Lido San Giovanni e si può consigliare agli amanti del diving e della pesca subacquea.
Da visitare Cattedrale di Sant'Agata
Castello di Gallipoli
Chiesa Santa Maria degli Angeli
Palazzo Balsamo
Palazzo di Città
Palazzo Granafei
Palazzo Pirelli

Otranto


A 1 ora di macchina Sulla punta più ad est dell'Italia, a circa 30 km da Lecce, sorge l'antica Hydruntum, prima colonia magno-greca poi municipium romano. Fu per un lungo periodo il centro politico, culturale e commerciale del Salento, denominato "Terra d'Otranto". Prima della distruzione ad opera dei turchi nel 1480, durante le dominazioni bizantina e normanna, la città conobbe periodi di grande importanza, come testimoniano le numerose bellezze storico-artistiche.
Otranto, punto di incontro di diverse culture e crocevia tra il Mediterraneo e l'Oriente, si sviluppa su uno sperone roccioso a picco sul mare.

Da non perdere Oltre a soddisfare le richieste del turismo balneare, offre notevoli spunti per una vacanza orientata al paesaggio, alla storia e alla cultura. Passeggiando nella parte più antica si subisce il fascino millenario di un borgo racchiuso dalle mura aragonesi, con case bianche e stradine lastricate di pietra viva che convergono verso la bellissima cattedrale, la più grande fra le chiese pugliesi, caratterizzata dall'imponente rosone rinascimentale con influenze artistiche gotico-arabe. Come testimonianza della tragica battaglia del 1480, nella cattedrale sono inoltre conservati i teschi dei cittadini decapitati. Altrettanto suggestivo il castello, ampliato dagli aragonesi per implementare la struttura difensiva esistente. Per gli amanti delle origini, infine, da non perdere la grotta dei Cervi a Porto Badisco, (purtoppo non è visitabile) con i suoi dipinti rupestri risalenti al Neolitico.
Da visitare Castello di Otranto
Cattedrale di Santa Maria Annunziata
Chiesa di San Pietro

Ostuni


A 1 ora di macchina Importante centro culturale del Salento, Ostuni detta anche la "città bianca" sorge a otto chilometri dalla costa Adriatica, nella Murgia meridionale. Il primo insediamento è del IV-III secolo a.C. e fu edificato dai messapi. Distrutta alla fine della seconda guerra punica, la città fu ricostruita dai romani sotto cui Ostuni ebbe un florido periodo. Con la caduta dell'impero Romano arrivò un lungo periodo di dominazioni: ostrogoti, longobardi, normanni, svevi, angioni e aragonesi si susseguirono nella signoria della città senza riuscire ad assoggettarla ad un regime feudale. Dopo il 1800 Ostuni estese il suo territorio fino alle dimensioni attuali

Da non perdere Il fascino di Ostuni è legato alla caratteristica colorazione bianca dei muri delle case del suo borgo antico. Tutte le case del centro storico difatti vengono pitturate esclusivamente di colore bianco con pittura a calce. Grazie a questa caratteristica, Ostuni è nota come la "città bianca", ma vanta anche altri appellativi, la "regina degli ulivi" e la "città presepe". Da visitare è tutta la città vecchia detta la "terra", per distinguerla dalla più recente "marina", che si presenta come un insieme di antichi edifici intonacati in calce bianca costruiti gli uni sugli altri. Al centro della città vecchia troneggia la cattedrale di Ostuni, dallo stile difficilmente classificabile ma riconducibile ad una tradizione gotico – romanica che in Puglia trova altri esempi. Da non perdere il portale della chiesa dello Spirito Santo, risalente al 1450 oggi riconosciuto come monumento nazionale.
Altra attrattiva di Ostuni sono i 17 chilometri di spiagge in cui si alternano calette sabbiose, scogli, spiagge di ciottoli e dune coperte di macchia mediterranea. Il litorale ospita anche una riserva naturale nella zona del lido Morelli.
Di forte richiamo la festa di Sant'Oronzo, il patrono della città che si svolge dal 25 al 27: tra le tante manifestazioni, la "Cavalcata" durante la quale autorità comunali ed esponenti del clero sfilano a cavallo con dame e cavalieri rappresentati in costumi originali medievali.
Da visitare Cattedrale di Ostuni
Cavalcata di Sant'Oronzo
Chiesa della Madonna del Carmine
Convento e chiesa delle Monacelle
Fiera di San Giuseppe
Frantoio ipogeo "Lacopagliaro"
Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale e Parco Archeologico di Santa Maria Agnano
Sagra dei vecchi tempi

Gargano


Il territorio della Daunia e del Gargano presenta una grande varietà di scenari: le dolci colline della valle del fiume Fortore, del Subappennino Dauno e della valle del fiume Ofanto, l'area del Parco Nazionale del Gargano, la pianura del Tavoliere delle Puglie e l'incontaminato arcipelago delle Tremiti.
Il Tavoliere, con le sue infinite distese di grano su cui l'occhio si posa senza scorgere alcun rilievo fino all'orizzonte, è lo scenario in cui si colloca Foggia che, assieme a San Severo e Cerignola, rivela la sua vocazione agricola.
L'area più verde della Puglia, il Parco Nazionale del Gargano, si distingue per la sua vegetazione che va dalla foresta alla macchia mediterranea.
Le isole delle Tremiti vengono considerate un vero e proprio paradiso naturale. I fondali, le grotte e le erosioni ricamate dalle onde e dal vento sono un richiamo irresistibile per i sub e gli amanti del mare.

L'arcipelago delle Tremiti si trova a nord del Parco nazionale del Gargano. Due delle sue isole sono abitate sin dall'antichità e lo stupendo scenario naturale in cui sono inserite è arricchito dalle numerose storie e leggende che si tramandano oramai da secoli e che illustrano il forte legame tra gli isolani, il mare e la natura.
Il parco nazionale del Gargano si estende su tutto il promontorio omonimo e comprende al suo interno anche l'arcipelago delle Isole Tremiti. Numerosi e in alcuni casi rarissimi se non unici, gli habitat tutelati dal parco. È il caso della Foresta Umbra, ultimo esempio rimasto di uno scenario che nella preistoria caratterizzava gran parte del panorama del bacino mediterraneo.
Il territorio della Daunia, l'antica Capitanata, comprende il preappennino, il Tavoliere delle Puglie e il Gargano. Il suo panorama è estremamente vario e spazia dal verde dei parchi e delle foreste dell'interno, al giallo del grano del Tavoliere all'azzurro delle acque del mare che contrastano con le bianche scogliere della costa.

Isole Tremiti


L'arcipelago delle Isole Tremiti è composto da tre isole - San Domino, San Nicola e Capraia - un isolotto - Cretaccio - ed alcuni scogli. Si trova a 12 miglia marine al largo della costa settentrionale del Gargano, nel Mare Adriatico. Dal 1989 le isole, dalla costa frastagliata e ricca di grotte, sono diventate riserva naturale marina. L'isola più grande è quella di San Domino, dedita al turismo, dove è presente l'unica spiaggia sabbiosa dell'arcipelago (Cala delle Arene). A San Nicola sono ben visibili segni del neolitico, tombe greche ed ancora l' Abbazia di S. Maria a Mare con lo stupendo pavimento a mosaico e le imponenti mura. Nel XVIII secolo l'isola divenne una colonia penale. Il loro antico nome era Isole Diomedee, dell'eroe greco Diomede, il quale, secondo la leggenda, gettò in mare tre sassi poi riemersi come fossero isole.

Da non perdereSan Domino, la maggiore isola dell'arcipelago, è ricoperta da una pineta che giunge fino alle rocce a strapiombo sul mare. Lungo le coste si possono visitare, raggiungibili solo in barca, numerose grotte: in particolare la Grotta del Sale e la Grotta delle Viole, che si consiglia di visitare durante le prime ore del mattino per rimanere abbagliati dallo splendore dei riflessi violacei; da non perdere, infine, la grotta del Bue Marino. A poca distanza dall'Isola di San Domino si trova l'Isola di Capraia, disabitata e selvaggia. Da visitare Abbazia di Santa Maria a Mare

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